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DECRETO-LEGGE 17 Marzo 2020, n. 18 – COVID

Con la pubblicazione In Gazzetta ufficiale del 17 marzo è entrato in vigore il decreto-legge n. 18. Alcuni punto salienti del decreto prevedono:

In materia di giustizia:

Gli artt. 83 (Nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenere gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare), 87 (Misure straordinarie in materia di lavoro agile e di esenzione dal servizio e di procedure concorsuali) e 119 (Disposizioni per i magistrati onorari in servizio).
In sintesi, l'art. 83, che abroga gli artt. 1 e 2, d.l. n. 11/2020, prevede nei punti di principale interesse:

  • rinvio d'ufficio delle udienze fissate fra il 9 marzo e il 15 aprile a dopo il 15 aprile;
  • sospensione di tutti i termini procedurali, compresa la motivazione dei provvedimenti, nello stesso periodo;
  • deroga di queste previsioni per i procedimenti urgenti, come definiti dalla norma;
  • riproposizione delle misure eccezionali di svolgimento dell'attività giudiziaria previste dall'art.2 d.l. 11 abrogato, con estensione della loro applicazione al periodo di sospensione dei termini (9 marzo - 15 aprile).

L'udienza da remoto è prevista nella lett. f) del comma 7 e quindi vale, per tutti i procedimenti, per il periodo 16 aprile - 30 giugno (come sembra potersi desumere dalla lettura congiunta del comma 6 e dell'alinea del comma 7). Il comma 5, poi, consente udienza da remoto per i procedimenti urgenti anche nel periodo 18 marzo - 15 aprile, sempre che vi sia stato il provvedimento organizzativo del capo dell'ufficio.

In materia di sospensione di mutui, finanziamenti e leasing:

Il attesa della pubblicazione di regolamenti attuativi, il Decreto n. 18/2020 Decreto n. 18/2020, c.d. “Cura Italia”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17.03.2020, prevede:

- Sospensione rimborso di prestiti e mutui per le PMI.

Per le piccole, medie e micro-imprese, sono sospese fino al 30 settembre 2020 le scadenze per il pagamento di:

  • rate di prestiti e mutui;
  • canoni di leasing;
  • prestiti non rateizzati;
Non possono inoltre essere revocati fino al 30 settembre 2020:
  • i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti;
  • le linee di credito accordate “sino a revoca”.

Tali benefici non sono automatici, essendo in ogni caso richiesta la presentazione di un’autocertificazione con la quale la Pmi attesta di aver subito una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da Covid-19.
Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti.
È facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale. All'uopo è stato Potenziato il Fondo di Garanzia PMI, con ulteriori misure per la liquidità delle imprese, per un miliardo in più di plafond, garanzie statali per la moratoria sui finanziamenti bancari, sostegno fiscale per la cessione dei crediti deteriorati, garanzia massima per singola impresa fino a 5 milioni di euro.
Per quanto riguarda, in particolare, la moratoria su prestiti e finanziamenti di PMI e micro-imprese penalizzate dalle misure anti-Covid-19, è stata prevista una garanzia pubblica, a sostegno dei predetti benefici, pari al 33%.

- Le moratorie sottoscritte dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) a tutela delle imprese

Le imprese danneggiate dall'emergenza Coronavirus possono usufruire della c.d. moratoria ABI per tutti i finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020, e quindi per i finanziamenti a medio lungo termine, si potrà chiedere la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate fino a un anno; nonché per le operazioni di leasing, immobiliare o mobiliare, chiedere la sospensione della quota capitale implicita dei canoni di leasing.
Per le operazioni di allungamento dei mutui, il periodo massimo di estensione della scadenza del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento. Per il credito a breve termine e il credito agrario di conduzione il periodo massimo di allungamento delle scadenze è pari rispettivamente a 270 giorni e a 120 giorni. Inoltre, la misura prevede che, ove possibile, le Banche offrano condizioni migliorative rispetto a quelle esplicitamente previste dall'accordo, e ciò al fine di andare incontro alle esigenze delle imprese richiedenti.

- Sospensione mutuo prima casa per dipendenti e autonomi

Con il decreto “Cura Italia” (18/2020) è stato previsto, in favore dei lavoratori dipendenti che si sono visti sospendere o ridurre l’orario di lavoro per almeno trenta giorni e per i lavoratori autonomi che certifichino di aver subito perdite pari al 33% sul fatturato trimestrale; la possibilità di richiedere la sospensione per 9 mesi delle rate del mutuo “prima casa”.
Potrà presentare la domanda di accesso ai benefici del Fondo di solidarietà per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per l’acquisto della prima casa (istituito con la legge 244/2007) il proprietario di un immobile adibito ad abitazione principale, titolare di un mutuo contratto per l’acquisto dello stesso immobile di importo non superiore a 250.000 euro (in teoria l’importo indicato dovrebbe riferirsi al mutuo residuo e non a quello concesso) e in possesso di indicatore Isee non superiore a 30mila euro. Quest’ultimo requisito reddituale è stato però eliminato per tutto l’anno 2020. Il mutuo deve, inoltre, essere in ammortamento da almeno un anno al momento della presentazione della domanda.
Per il periodo di sospensione, il fondo pagherà alle banche, al posto dei mutuatari, solo il 50% della quota dei mancati interessi maturati sulle rate non versate, calcolati sulla base dell’Irs o dell’Euribor presi come riferimento per il calcolo del piano di ammortamento. Il restante 50% degli interessi maturati durante la sospensione resterà a carico del titolare del finanziamento. Finita la sospensione il mutuatario riprenderà (applicando i tassi che ci saranno in quel momento) a pagare le rate partendo dalla quota capitale residua lasciata al momento della domanda e il piano di ammortamento verrà quindi allungato di un periodo pari alla durata della sospensione.

Covid DL 18 del 17-03-2020 Relazione Tecnica