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Assegno negato all'ex coniuge che si è formato una nuova famiglia

Con la sentenza n.6855 del 3 aprile 2015 i Giudici di Piazza Cavour, hanno negato l’assegno di mantenimento quando l’ex coniuge si è formato una nuova famiglia. I Giudici di Piazza Cavour ribaltando la sentenza della Corte d’Appello ed affermano che "Ove la convivenza assuma i connotati di stabilità e di continuità e i conviventi elaborino un progetto e un modello di vita in comune (analogo a quello del matrimonio), con la presenza di figli, la mera convivenza si trasforma in famiglia di fatto".

Ciò significa che, se la nuova convivenza presenta i requisiti della stabilità, della continuità e si fonda su un modello di vita simile a quello del matrimonio, viene meno per l’ex coniuge che si è formato una nuova famiglia il diritto all’assegno di mantenimento divorzile.

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L'azione diretta del Terzo trasportato

Il terzo trasportato danneggiato ha oggi nel nostro ordinamento una gamma di opzioni che possono essere scelte liberamente in ragione delle sue necessità ed esigenze. Se il terzo trasportato vuole citare in giudizio il solo responsabile civile può azionare lo strumento generale dell’art. 2054 c.c., se invece , unitamente a questo, ha intenzione di coinvolgere anche la compagnia di assicurazione ha a disposizione l’azione diretta ex. art. 144 d.lg. n. 209/2005, mentre se ha interesse ad avere un risarcimento più celere senza accertamento delle colpe dei conducenti può invocare l’art. 141 codice delle assicurazioni private. In definitiva il d.lg. n. 209/2005, lungi dall’indebolire la posizione del danneggiato e dal precludergli la possibilità di avere come legittimato passivo anche il responsabile civile, concede al terzo trasportato , nel quadro generale delle azioni esperibili, solo una ulteriore opzione per tutelare la propria posizione, la quale, però, se azionata , preclude la possibilità di citare nel relativo procedimento il responsabile civile. Tribunale Roma, sez. XII, 30 marzo 2010.

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Danni provocati da auto in sosta

I DANNI PROVOCATI DA UN VEICOLO IN SOSTA DEBBONO ESSERE RISARCITI DALL’ASSICURAZIONE.

In una interessante fattispecie esaminata dalle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n.8620/2015), una compagnia di assicurazioni aveva negato il risarcimento dei danni prodotti da un mezzo in sosta sostenendo l'inoperatività della copertura assicurativa al di fuori dei casi di effettiva circolazione stradale.

Secondo la Cassazione però occorre avere una concezione ampia del concetto di "circolazione stradale" di cui all'articolo 2054 del codice civile.

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